PROCEDURA DI VALUTAZIONE COMPARATIVA A UN POSTO DI PROFESSORE UNIVERSITARIO DI RUOLO DI PRIMA FASCIA, FACOLTA' DI SCIENZE MANAGERIALI DELL'UNIVERSITA' DEGLI STUDI “G. D’ANNUNZIO” DI CHIETI – PESCARA  PER IL SETTORE SCIENTIFICO-DISCIPLINARE   SECS-P/01 ECONOMIA POLITICA

       
VERBALE N. 4

 

Il giorno  22 settembre  2003  alle ore  13,45 i locali della Presidenza della Facoltà di Scienze Manageriali dell’Università degli Studi “G. D’Annunzio” in Pescara, ha avuto luogo la 4^ riunione della Commissione costituita per il concorso di cui in premessa.

 

La Commissione,  composta dai seguenti  professori:

 

Prof. Giuseppe CALZONI -  Presidente

Prof. Pietro REICHLIN     -  Segretario

Prof.  Fabio DEL PRETE - Membro eletto

Prof. Michele BAGELLA -  Membro eletto

Prof. Mauro GALLEGATI -  Membro eletto

 

risulta presente al completo e pertanto la seduta è valida.

           

            Ogni Commissario, dopo attenta analisi del profilo curricolare, dei titoli e delle pubblicazioni procede alla formulazione di un giudizio individuale per ogni candidato.

 

GIUDIZI   INDIVIDUALI

 

Candidato BECCHETTI Leonardo

 

Giudizio del Prof. Giuseppe CALZONI

Le pubblicazioni sottoposte al giudizio sono contraddistinte da temi di sicuro interesse riconducibili all’analisi delle strategie operative dei sistemi di impresa minore, della dinamica delle borse valori, degli effetti dell’asimmetria informativa nel mercato finanziario sugli investimenti delle imprese, e del ruolo dei finanziamenti esterni sullo sviluppo delle imprese minori

  L’apporto del candidato si fa apprezzare per la conoscenza approfondita della teoria economica, la chiarezza e puntualità della trattazione, la notevole padronanza nell’uso degli strumenti di analisi matematica ed econometria, il notevole  interesse ed originalità delle conclusioni raggiunte.

Il candidato dimostra in sostanza di aver raggiunto un livello di maturità scientifica tale da porlo in posizione di spicco ai fini del presente giudizio di valutazione comparativa.

 

 

 

Giudizio del  Prof.   Pietro REICHLIN    

 

METODO DI CLASSIFICAZIONE DELLE RIVISTE.Per determinare la classificazione delle riviste in base al SSCI, si possono seguire diverse metodologie (si vedano gli studi di Combes e Linnemer (2003), Dusansky e Vernon (1998), Scott e Mitias (1996), Kalaitzidakis, Mamuneas e Stengos (2003), Bauwens, Kirman, Lubrano e Protopopescu (2002)). Ai fini del presente giudizio, si segue la metodologia di Kalaitzidakis, Mamuneas e Stengos. Si deve notare, tuttavia, che tutte queste classificazioni riguardano solo le riviste che sono nate fino al 1998.

 

Il candidato ha 22 citazioni nella banca dati EconLit, 15 pubblicazioni su riviste scientifiche comprese nella banca dati EconLit. 7 di tali pubblicazioni sono ospitate da riviste scientifiche che, in base ad una elaborazione fondata sul Social Science Citation Index (l’indice definito da questa elaborazione sarà da ora in poi indicato con SSCI), si classificano tra le prime 159 del mondo. Nessuna di queste pubblicazioni appare su riviste scientifiche classificate tra le prime 30 in base al medesimo indice. L’attività didattica è stata intensa ed il candidato ha un ottimo curriculum di studi: dottorato di ricerca presso le università di Oxford e Roma La Sapienza.

 

Giudizio sulla produzione scientifica.

 

Il candidato presenta numerose pubblicazioni sul tema della finanza d’impresa e dell’economia industriale. Per quanto riguarda la finanza d’impresa, si segnalano, in particolare, un lavoro sulla strategia finanziaria delle imprese e sul venture capital in un modello di segnalazione (The Optimal Financing Strategy of a High-Tech Firm: the Role of Warrants) sul Journal of Economic Behavior and Organization, un lavoro sul ruolo della finanza esterna per la crescita delle imprese (The Determinants of Growth for Small and Medium Sized Firms. The Role of the Availability of External Finance) su Small Business Economics ed un lavoro sulle determinanti del rischio di bancarotta (Bankrupty Risk and Productive Efficiency in Manufactoring Firms) sul Journal of Banking and Finance. Si tratta di contributi interessanti, eseguiti con rigore analitico e metodologico. Per quanto riguarda l’economia industriale, si segnala un lavoro sulla Review of World Economics (The Determinants of Small and Medium-Sized Firm Internationalization and its Relationship with Productive Efficieny) sulle determinanti della creazione di strutture di vendita all’estero da parte delle imprese. Il lavoro fornisce un test empirico basato sull’idea che la struttura proprietaria delle imprese abbia un qualche potere esplicativo. Un ulteriore lavoro degno di segnalazione esplora l’effetto dell’agglomerazione delle imprese sulla loro capacità di esportare (The Positive Effects of Industrial District on the Export Performance of Italian Firms su Review of Industrial Organization). Seguono molte altre pubblicazioni e working papers degni di interesse.  I lavori citati sono principalmente basati su analisi empiriche ed elaborazione di dati mediante tecniche econometriche. Non mancano, tuttavia, modelli teorici a sostegno dei risultati. Il candidato dimostra notevole competenza e originalità di pensiero. Il giudizio complessivo, ai fini della valutazione comparativa, è molto buono.

 

Giudizio del  Prof. Fabio DEL PRETE

Il candidato Becchetti, dal 2000 Professore Associato di Economia Politica presso la Facoltà di Economia dell'Università di Roma "Tor Vergata" con regolare progressione di carriera, ha prodotto con assoluta continuità dal 1993, anno in cui conseguì il Master presso la LSE, numerosi saggi ed articoli, certamente pertinenti e congruenti con il settore scientifico disciplinare relativo alla procedura di valutazione comparativa oggetto del bando di concorso e con tematiche attinenti ad esso, affrontando con capacità, rigore metodologico e apprezzabile padronanza degli strumenti analitici i temi di interesse sia sotto il profilo teorico che applicativo.

Tutti i lavori presentati all’attenzione della Commissione, ospitati in prevalenza su riviste italiane ed estere di nota rilevanza sono elaborati in collaborazione con altri autori e l’apporto individuale (poiché gli usi delle riviste straniere sono in parte diversi da quelli delle riviste italiane) non è sempre distinguibile. Ciò può essere ininfluente sul giudizio, data la evidente continuità dell’attività di ricerca e l’integrazione con co-autori molto numerosi.

Sarebbe comunque piaciuto leggere contributi raggiunti in totale autonomia e di respiro più ampio di quanto appare da quelli sottoposti a giudizio.

Il candidato, poi, ha esercitato lunga ed intensa attività didattica relativa sia a temi applicativi (specialmente sui sistemi finanziari) che di economia generale. Figura anche come coordinatore di iniziative in campo didattico e scientifico svolte in ambito sia nazionale che internazionale ed è referee scientifico per molte riviste nazionali e estere. È stato presente con contributi e relazioni in numerosissimi convegni nazionali ed esteri

In conclusione, a mio avviso, il candidato Becchetti si segnala con particolare evidenza ai fini della presente valutazione comparativa.

 

Giudizio del  Prof.   Michele BAGELLA

 

Il candidato presenta 17 lavori pubblicati su riviste internazionali, cinque su riviste italiane, 3 capitoli di libri e 5 working paper attualmente sotto referaggio. Il curriculum presenta nel complesso 106 lavori ripartiti tra pubblicazioni su riviste internazionali, su riviste nazionali, capitoli di libri in italiano e in inglese e working papers.

Utilizzando il criterio di Econlit che è comunemente utilizzato dalla comunità scientifica  il candidato ha 25 lavori segnalati.

 

I lavori del candidato si riferiscono ad ambiti facenti parte dell’economia politica e della teoria della finanza  e in particolare rientrano  in quei filoni verso i quali gli studiosi stanno oggi indirizzando maggiormente i loro sforzi: le determinanti della crescita,  il rapporto tra settore reale e settore finanziario, l’efficienza dei mercati finanziari ,la teoria dell’impresa considerata non più in modo atomistico ma nelle sue relazioni con le altre imprese e con il territorio.

Nei lavori in collaborazione è specificato generalmente il suo contributo. In particolare nei lavori in comune con un commissario è stato specificato dalla dichiarazione a verbale del commissario stesso l’apporto individuale.

 

Numerosi sono gli elementi originali e innovativi della sua produzione scientifica.

 

Nell’ambito della letteratura dei distretti industriali il candidato ha avviato il filone dell’analisi econometrica sulle caratteristiche e performance dei distretti  basandosi su dati d’impresa

Nell’ambito della letteratura sui vincoli finanziari delle imprese ha proposto un criterio fondato sull’incrocio di informazione qualitativa e quantitativa in grado di risolvere la querelle tra i fautori (Fazzari-Hubbard-Petersen) e non (Kaplan-Zingales) della relazione tra vincoli finanziari e elasticità degli investimenti al cash-flow.

Nell’ambito  delle analisi sulle determinanti della crescita ha testato l’impatto delle strozzature per l’accesso all’ICT sulla convergenza condizionata. Nel filone della microeconomia ha formulato un’idea teorica originale con il passaggio dall’impresa atomistica all’impresa sistemica legata ad altre imprese da un complesso rapporto di committenza- subfornitura dove l’architettura del prodotto sistemico acquista un ruolo chiave.

 

L’abbondanza della sua produzione scientifica evidenzia la continuità del suo impegno di ricerca e il prestigio della riviste  nelle quali ha pubblicato ne testimonia la qualità.

A mio avviso Leonardo Becchetti si pone in posizione di preminenza ai fini del presente giudizio comparativo.

 

 

Giudizio del  Prof.   Mauro GALLEGATI

Gli interessi del candidato vertono principalmente sui temi della finanza d’impresa, dell’economia industriale e dei distretti industriali. Le pubblicazioni sono state edite da riviste internazionali e nazionali di buon livello. Meritevoli di segnalazione sono: The Optimal Financing Strategy of a High-Tech Firm: the Role of Warrants,  Journal of Economic Behavior and Organization, The Determinants of Growth for Small and Medium Sized Firms. The Role of the Availability of External Finance, Small Business Economics e Bankrupty Risk and Productive Efficiency in Manufactoring Firms, Journal of Banking and Finance. Il candidato dimostra notevoli capacità di ricerca, ottima padronanza degli strumenti e originalità di pensiero. Ha partecipato e coordinato varie ricerche. Il giudizio complessivo è ottimo.

 

 

Candidato   BLOISE Gaetano Osvaldo

 

 

Giudizio del Prof. Giuseppe CALZONI

Gli interessi di ricerca del candidato manifestati nelle pubblicazioni presentate sono rivolti allo studio dell’influsso delle aspettative razionali e delle fluttuazioni economiche nella determinazione di equilibri sunspot, all’influenza dei tassi di interesse nella definizione dei sentieri di equilibrio dei prezzi delle merci in un orizzonte temporale infinito e agli effetti della politica fiscale e di indebitamento sul livello dei prezzi e il tasso di inflazione.

I lavori si caratterizzano per lo svolgimento appropriato e coerente dell'indagine svolta, la notevole padronanza degli strumenti di analisi matematica utilizzati e l'interesse dei risultati raggiunti.

Da quanto rilevato, il candidato dimostra di possedere un buon livello di maturità scientifica.

 

Giudizio del  Prof.   Pietro REICHLIN    

 

Il candidato ha 9 citazioni nella banca dati EconLit, 3 pubblicazioni su riviste scientifiche comprese nella banca dati EconLit. Una di tali pubblicazioni è ospitata da una rivista scientifica classificata tra le prime 30 del mondo in base all’indice SSCI. L’attività didattica è stata intensa ed il candidato ha un ottimo curriculum di studi: dottorato di ricerca presso le università di Cambridge e Roma La Sapienza. Il candidato ha, inoltre, ottenuto dalla Commissione Europea la borsa di ricerca post-dottorato TMR nel 1997 e 1999 per svolgere studi presso il CORE (Universite’ Catholique de Louvain).

 

Giudizio sulla produzione scientifica.

Il candidato presenta diversi lavori nel campo della teoria dell’equilibrio economico generale, la teoria monetaria e la dinamica economica. Si segnala un lavoro sugli equilibri sunspot su una rivista di notevole prestigio internazionale (il Journal of Economic Theory) dal titolo A Geometric Approach to Sunspot Equilibria. Il lavoro propone una dimostrazione di esistenza di equilibri sunspot anche quando, in assenza di variabili predeterminate, la dimensione della varietà stabile è inferiore alla dimensione del sistema dinamico che definisce gli equilibri temporanei. Si tratta di un risultato originale e importante, in base al quale possiamo affermare che il fenomeno dei sunspot è più pervasivo di quanto precedentemente dimostrato in letteratura. Risultati originali e interessanti in tema di sunspots e indeterminatezza degli equilibri sono contenuti nel lavoro dal titolo Indeterminacy and Cycles in a Cash-in-Advance Economy with Production (Rivista Internazionale di Scienze Sociali) e nel lavoro dal titolo Sunspot Equilibria in a Monetary Economy with Capital Accumulation (CORE D.P. n. 40-2000). Si segnala, inoltre, un articolo in tema di economia pubblica (Inflation, Welfare and Public Goods) sul Journal of Public Economic Theory. L’articolo analizza un’economia con beni pubblici e dimostra che il tasso d’inflazione ottimale, in questo tipo di economie, è maggiore di quello determinato in economie con beni privati puri. Il candidato ha inoltre intrapreso un progetto di ricerca sulla problematica dell’esistenza e la caratterizzazione degli equilibri walrasiani con moneta in collaborazione con due studiosi di chiara fama internazionale, Jaques Dreze e Herakles Polemarchakis. Questo progetto ha finora dato luogo a due pubblicazioni, Money and Indeterminacy over an Infinite Horizon e The Fragility of the Fiscal Theory of Price Determination (risp. CORE D.P. n. 21- 2002 e CORE D.P. 13-2002). Il candidato, nella sua produzione scientifica, dimostra competenza e originalità. Spiccano alcuni contributi di assoluto rilievo nel campo della teoria economica, anche se la produzione scientifica non è molto vasta. Il giudizio complessivo, ai fini della valutazione comparativa, è molto buono.

 

Giudizio del  Prof. Fabio DEL PRETE

Il candidato Bloise, Professore Associato di Economia Politica (SECS-P/01) dal novembre del 2002, presenta 7 lavori a stampa, ( 5 CORE Discussion Papers, e 2 articoli l’uno su rivista estera e l’altro su rivista italiana di rilevanza nota, entrambi in collaborazione, concernenti in particolare temi di equilibrio economico generale, di dinamica, e di teoria monetaria.

Pur riconoscendo al candidato pertinenza e congruenza dell'attività scientifica con il settore scientifico disciplinare relativo alla procedura di valutazione comparativa oggetto del bando di concorso e con le tematiche ad esso attinenti; esperienza didattica, peraltro relativamente limitata nel tempo; relativa originalità e innovatività delle ricerche, nonché buon rigore metodologico e conoscenze strumentali aggiornate; se ne deve evidenziare il campo relativamente circoscritto di indagine. Poiché ritengo che il candidato Bloise abbia la capacità, applicandosi, di poter produrre lavori ben più ampi e soddisfacenti, esprimo un giudizio favorevole d’attesa.

 

Giudizio del  Prof.   Michele BAGELLA

 

Il candidato presenta 2 lavori pubblicati su riviste internazionali, 1 lavoro pubblicato su rivista italiana e 7 working papers.

 

Utilizzando il criterio di Econlit che è comunemente utilizzato dalla comunità scientifica  il candidato ha 9 lavori segnalati ivi compresi gli  working papers dell’Università di Lovanio.

I lavori del candidato si riferiscono ad ambiti classici dell’economia politica come quelli dell’equilibrio economico generale, del rapporto tra settore reale e settore finanziario e della politica fiscale. La trattazione è di tipo teorico e  il rigore metodologico è notevole.

La qualità dei lavori presentati è testimoniata dal fatto che sono stati pubblicati su riviste di prestigio internazionale. Va tuttavia rilevata la loro attuale limitatezza. Per questo motivo il giudizio è positivo ma di attesa.

 

Giudizio del  Prof.   Mauro GALLEGATI

Il candidato si occupa principalmente di teoria dell’equilibrio economico generale, teoria monetaria e dinamica economica. Ha svolto attività didattica a Roma e Lovanio. Non ha mai coordinato gruppi di ricerca. A mio papere di ottimo livello son 2 lavori. Uno pubblicato sul Journal of Economic Theory, A Geometric Approach to Sunspot Equilibria; un secondo Inflation, Welfare and Public Goods sul Journal of Public Economic Theory, dove si dimostra che, in un’economia con beni pubblici, il tasso d’inflazione ottimale è maggiore di quello determinato in economie con beni privati puri. Il candidato presenta inoltre vari discussion papers. Il candidato dimostra competenza varietà di interessi e originalità,davvero rilevanti in un’economista in fase di maturazione. Il giudizio complessivo è, in base ai titoli presentati, buono.

 

Candidato   FELLI Ernesto

 

Giudizio del Prof. Giuseppe CALZONI

La produzione scientifica del candidato si sviluppa con discreta continuità affrontando temi diversi di macroeconomia a livello sia teorico sia applicato.  In particolare nelle ricerche più recenti sono affrontati argomenti concernenti le relazioni tra capitale pubblico e settore privato, i fallimenti del mercato ed il ruolo delle politiche tecnologiche, l'analisi delle esternalità come elemento collegante le performance delle imprese manifatturiere e di quelle commerciali.

Gli scritti, che si caratterizzano per adeguata sistematicità, buona padronanza dello strumento matematico e interesse delle conclusioni raggiunte, denotano il raggiungimento di un discreto livello di maturità scientifica del candidato.

 

Giudizio del  Prof.   Prof. Pietro REICHLIN  

 

Il candidato ha 7 citazioni EconLit, 5 pubblicazioni su riviste scientifiche comprese nella banca dati EconLit, 2 pubblicazioni su riviste scientifiche classificate tra le prime 159 e nessuna pubblicazione su riviste scientifiche classificate tra le prime 30 (in base all’indice SSCI). Il candidato ha prodotto 3 monografie e ha svolto un’intensa attività didattica.

 

Giudizio sulla produzione scientifica.

Il candidato ha principalmente contribuito all’analisi empirica della teoria della crescita aggregata (effetti di infrastrutture, esternalità e spillovers tra settori) e di settore (servizi, agricoltura, ecc.). Si segnalano, in particolare, un lavoro pubblicato sulla European Review of Agricoltural Economics (Modelling Demand and price Equations of the Italian Agricoltural Sector) in cui viene offerta una specificazione di un modello econometrico del mercato alimentare italiano ed un lavoro pubblicato su Open Economie Review (Externalities, Cross-Sectoral Spillovers and Productivity Growth) che propone un’analisi econometrica di un modello del mercato manufatturiero basato sull’esistenza di economie di scala “di mercato” (thik market externalities) suggerite e formalizzate in un noto contributo di P. Diamond. Questi lavori sono formulati con scrupolo e competenza e si aggiungono ad altri saggi pubblicati su riviste italiane che utilizzano metodologie simili per affrontare diversi temi legati alla quantificazione delle principali determinanti della produttività e della crescita. Tuttavia, un esame della produzione scientifica complessiva del candidato non mostra spunti di particolare originalità e contributi particolarmente significativi. Il candidato, infine, è autore di un testo di macroeconomia che offre una rassegna delle principali teorie basate sulle rigidità dei prezzi e sulla micro-fondazione del mercato del lavoro. Il giudizio complessivo è buono.

 

Giudizio del  Prof. Fabio DEL PRETE

Il candidato Felli presenta 12 lavori a stampa prodotti in un arco ventennale di tempo con una certa discontinuità temporale. La produzione indaga, pur nella sua limitatezza quantitativa, vari campi, senza peraltro far rilevare connessioni settoriali utili a far emergere definiti filoni di ricerca. Fra la produzione più recente, un lungo articolo in inglese su rilevante rivista italiana, in collaborazione distinta e concernente gli effetti della mutata impostazione dell’investimento pubblico in relazione allo sviluppo, analisi condotta con rigore e strumentazione analitica sufficientemente aggiornata; un contributo a volume collettaneo concernente interventi di politica economica in favore dell’innovazione; un articolo in collaborazione indistinta concernente l’economia criminale dalla cui interpretazione gli autori inferiscono conclusioni di politica economica. Questa ricorrente caratteristica di propensione per l’impostazione politico-economica, insieme alla cennata discontinuità e dispersione di interessi mi induce ad esprimere un giudizio non pienamente positivo.

 

Giudizio del  Prof.   Michele BAGELLA

 

Il candidato presenta nel complesso 12 pubblicazioni

2 lavori pubblicati su riviste in lingua inglese, 5 lavori pubblicati su rivista italiane note e altri articoli e monografie.

Utilizzando il criterio di Econlit che è comunemente utilizzato dalla comunità scientifica  il candidato ha 7 lavori segnalati.

La sua produzione scientifica si compone complessivamente di  7 monografie, 13 articoli pubblicati su riviste italiane o  straniere e 9 working papers.  I suoi lavori si riferiscono ad ambiti classici dell’economia politica come la teoria della crescita e la macroeconomia. L’elemento unificante è rappresentato dalla tendenza  a formulare metodi e strumenti per verificare empiricamente le ipotesi prescelte. Si segnalano in particolare gli studi sulle fondazioni microeconomiche della macroeconomia e sulle simulazioni di scenari macroeconomici  e di impatti di policy .

Economista di buona preparazione teorica, mostra particolare interesse per l’analisi applicata.

Pur presentando una produzione discontinua nel tempo , il candidato merita di essere incoraggiato con un buona valutazione nell’ambito del presente giudizio comparativo.

 

Giudizio del  Prof.   Mauro GALLEGATI

Il candidato si interessa principalmente di analisi della crescita, fluttuazioni cicliche, modellistica macroeconometrica e microfondazioni. Su quest’ultimo tema la riflessione è, a mio avviso, modesta. Segnalerei come particolarmente meritevoli due lavori Modelling Demand and price Equations of the Italian Agricoltural Sector e Externalities, Cross-Sectoral Spillovers and Productivity Growth. Buona la continuità didattica, meno quella scientifica. La produzione scientifica complessiva del candidato a mio avviso non mostra spunti di particolare originalità e contributi particolarmente significativi. Il giudizio complessivo è discreto.

 

 

Candidato   MATTOSCIO Nicola

 

Giudizio del Prof. Giuseppe CALZONI

Il candidato presenta una lunga serie di articoli e monografie che palesano in un esteso orizzonte temporale un’attività di studio diversificata, continua ed orientata su tematiche concernenti in particolare l’analisi e l’approfondimento di alcuni aspetti delle teorie classiche e keynesiane in riferimento all’instabilità, alle politiche monetarie e agli equilibri di portafoglio, i problemi e i percorsi dello sviluppo regionale e delle macroregioni, e gli aspetti degli equilibri non cooperativi delle forme di mercato concentrate.

Le opere denotano ampia conoscenza e adeguata padronanza delle teorie economiche, buona capacità d’analisi critica e notevole scorrevolezza espositiva; buono è l’interesse delle conclusioni raggiunte.

 Il candidato dimostra in sostanza di aver raggiunto un livello di maturità scientifica tale da porlo in posizione positiva ai fini del presente giudizio di valutazione comparativa.

 

 

Giudizio del  Prof.   Pietro REICHLIN    

 

Il candidato ha 5 citazioni EconLit, 7 pubblicazioni su riviste scientifiche comprese nella banca dati EconLit, nessuna delle quali si classifica tra le prime 159 in base all’indice SSCI. Il candidato ha prodotto 2 monografie e ha svolto un’intensa attività didattica.

 

 

 

Giudizio sulla produzione scientifica.

L’attività scientifica del candidato è prevalentemente concentrata sulla teoria economica, ma non mancano alcuni lavori applicati (relativi alle economie regionali). Si segnalano 6 pubblicazioni su riviste italiane, un libro di testo in collaborazione edito dalla CEDAM ed un libro edito dalla Giapichelli. Il resto della produzione scientifica del candidato compare su riviste locali prive di carattere scientifico, su quaderni di dipartimento o su volumi collettanei a diffusione locale. Delle 6 pubblicazioni  scientifiche menzionate, 2 riguardano l’economia abruzzese. Si tratta di lavori descrittivi e privi di elaborazioni originali circa le caratteristiche dell’apparato agricolo e industriale e le politiche di intervento locale. Non si può affermare che tali lavori abbiano l’intento di offrire interpretazioni o elaborazioni originali. Il resto dei lavori pubblicati viene qui esaminato con qualche dettaglio. L’impressione generale è che si tratti di lavori piuttosto confusi, disseminati di inesattezze, imprecisioni ed errori, in ogni caso privi di originalità. A tratti sembra che i lavori presentati dal candidato non abbiano subito il necessario vaglio o giudizio critico da parte dei comitati editoriali delle riviste ospitanti. Il dettaglio nella valutazione che segue è necessario per documentare il fatto che questo giudizio si basa su riscontri oggettivi. 

 

Il lavoro intitolato “Marshall e la Teoria della Domanda Effettiva di Keynes: su Alcune Recenti Interpretazioni”, che appare sulla Rivista di Politica Economica, è molto confuso e, a tratti, viziato da evidenti errori analitici. L’autore discute di alcune critiche rivolte da Patinkin alla Teoria Generale di Keynes, relative alla determinazione degli equilibri di breve periodo ed alla domanda effettiva e propone un’estensione della Teoria Generale basata sulla distinzione tra mercati a pronti e a termine. Viene proposto un modello aggregato di domanda e offerta senza dare adeguato conto del significato dei simboli usati. In particolare, la funzione f(N) non è mai definita, ma si deduce alla riga sesta di pagina 8 dall’equazione w/p = f’(N), che si tratta di una classica funzione di produzione nell’unico input N (lavoro). Mai si precisa che le variabili “domanda e offerta aggregata” sono tutte definite in unità di lavoro. Eppure, questo è quanto risulta dall’equazione (1) e dall’analisi successiva. Tuttavia, nell’equazione (2) la domanda viene posta uguale a f(N) (funzione di produzione), che è definita in unità di output. A pagina 12 si postula un’equazione (1) (da non confondersi con la precedente) che enuncia D = f(N). Il lettore non ha altra scelta che interpretarla come l’eguaglianza tra domanda aggregata (D) e prodotto o offerta aggregata (f(N)). Rimanendo poi interdetto nel leggere: “La (1) è la classica versione di Keynes, intesa come ricavi attesi che inducono il livello di occupazione (Gt, p. 25): essa riflette le aspettative di breve periodo.”  Aspettative? Di che cosa? Come può un’equazione di quel tipo definire una qualche ipotesi di comportamento? Inoltre, vengono enunciate due altre equazioni, la (2) (da non confondersi con la precedente) e la (2’), che definiscono altrettante “interpretazioni della funzione di domanda aggregata. (p. 11)”. Si tratta di equazioni assolutamente identiche tra loro che definiscono D = C(Y) + I. Eppure, l’autore ne da la seguente interpretazione: “La (2) è la spesa realizzata dagli acquirenti nel senso di Patinkin. La (2’) è la spesa desiderata dagli acquirenti nel senso, ad es., di Davidson (p. 12).” e, più avanti, riferendosi alle stesse equazioni, “Entrambe , la (2) e la (2’), riflettono aspettative di lungo periodo, dal punto di vista delle imprese che domandano capitale, ad hanno una forma dipendente dalla funzione del consumo (p. 12)”. La confusione e la mancanza di rigore nelle definizioni è ancora maggiore nelle pagine successive (per esempio, si veda la discussione alle pagine 14 e 15). A pagina 20 si postula un modello dinamico di “aggiustamento” di prezzi e quantità (equazioni (1)-(4) (anche in questo caso, i numeri delle equazioni non richiamano le equazioni precedenti)). L’autore pone pd = f(E-Z), con f(.) ed E mai definite. E è ancora la domanda aggregata? Come viene determinata E nel modello? Tornando alla discussione precedente, si può desumere, dall’equazione (2) di pagina 12 (da non confondersi con l’equazione (2) di pag. 20) che sia E = D. Ma allora l’equazione (3) (cioè, Z = D) implicherebbe f(E-Z) = f(0) e, dunque, non si capisce quale dinamica possa essere generata dal modello. A pag. 12, tuttavia, l’autore “risolve” il modello, ovvero sostituisce la (1) e la (2) nella condizione di equilibrio (3), da cui risulta la condizione (sotto l’ipotesi taciuta che Y(N) > 0) pd = ps. Ma l’equazione (4) imponeva pd > ps! In ogni caso, che vuol dire “..la dinamica del processo, che segue il segno della differenza (E-Z), assicurerà la convergenza verso l’equilibrio..(p. 21)”? 

 

Riguardo al modo in cui la distinzione tra mercati a pronti e a termine possa “estendere” la Teoria Generale, il contributo di Mattoscio non convince. Il testo è generalmente confuso, disseminato di affermazioni di oscuro significato. Sembrerebbe che lo scopo di introdurre la distinzione tra mercati a termine ed a pronti sia quella di ricavare curve di domanda ed offerta in funzione dei prezzi (a pronti ed a termine) e di ottenere una sorta di sostituibilità intertemporale. E’ ben noto che tale sostituibilità si ha, più semplicemente, tutte le volte che l’orizzonte temporale degli individui si estende per più periodi. A pagina 29 si afferma che “consegna immediata e consegna differita sono perfetti sostituti” e, al tempo stesso, con evidente contraddizione, che il “sms (saggio marginale di sostituzione) dei beni futuri in termini di beni presenti [è] pari ad infinito”.

 

Nel lavoro intitolato “Domanda di Moneta e Domanda di Titoli: Considerazioni sul Caso Speciale di Keynes”, che appare su Rassegna Economica, viene disusso il concetto e le diverse interpretazioni della “trappola della liquidità” di Keynes. L’articolo è confuso e non offre alcun contributo interpretativo. In alcuni passi il ragionamento dell’autore appare del tutto privo di significato. Ad esempio, a pagina 1450, si afferma che “Nel punto di vista keynesiano la trappola [della liquidità] esiste…del tutto indipendentemente dal fatto che l’offerta aggiuntiva di moneta viene ad essere intrappolata (sic). Piuttosto, ciò è un effetto: la causa prima essendo uno stato di depressione che rende sfavorevoli le previsioni di aspettative (sic).” Terminologia, logica ed interpretazione rimangono, nella mia opinione, del tutto oscure. Si notino, infine, nell’appendice di pagina 1454, le 4 equazioni che dovrebbero definire l’equilibrio di stocks sul mercato dei titoli. L’equazione (1) definisce l’offerta di titoli come stock di capitale, l’equazione (2) definisce la domanda di titoli come differenza tra ricchezza complessiva e domanda di scorte liquide. Si tratta, evidentemente, di una relazione contabile o vincolo di bilancio. L’equazione (3) impone una condizione di equilibrio, come uguaglianza tra domanda e offerta di titoli. Infine, l’equazione (4) pone lo stock di capitale uguale alla differenza tra ricchezza e domanda di scorte liquide. Si tratta, forse, di una nuova relazione contabile? Tale relazione era, tuttavia, già imposta nell’equazione (2).  Bisogna allora concludere che l’equazione (4) è una relazione del tutto ridondante, già implicita nelle precedenti.

 

Il lavoro dal titolo “Coordinazione Intertemporale e Saggi di Interesse nei Modelli Neoclassico e Walrasiano: Problemi e Prospettive”, pubblicato sul Giornale degli Economisti, il candidato discute il concetto di tasso d’interesse nel modello di tipo Arrow-Debreu e compara tale concetto con quello discusso da Keynes nella Teoria Generale. La parte del lavoro che espone l’approccio walrasiano viene svolta correttamente, ma l’autore non riesce a chiarire sufficientemente il meccanismo di scambio (forward) che deriva dall’analisi di Keynes. Possiamo dedurre che, in base al ragionamento di Keynes, la vendita di un’unità di grano a consegna futura da diritto a p(f) unità di moneta a consegna futura? Come possiamo comparare il concetto di mercato forward in Arrow-Debreu con quello keynesiano? Cosa vuol dire che Keynes “affida al saggio d’interesse monetario il ruolo di centro di gravità.”? Tutti questi elementi (per quanto meritevoli di sviluppo teorico) vengono scarsamente precisati.

 

La parte prima della monografia Equilibri, interessi, prezzi: Studi su instabilità e politiche monetarie, riproduce sostanzialmente il saggio menzionato in precedenza. Per il resto, annoto le seguenti osservazioni. La sezione 3 del capitolo 4 è degna di nota per l’oscurità della presentazione. Al concetto di liquidità e di rischio vengono dati il rango di eventi “mutualmente esclusivi” (cf. pag. 86). Com’è possibile che la liquidità di un titolo (o la sua rischiosità) siano eventi probabilistici? E’ come dire che una distribuzione di probabilità sia un evento. Inoltre, si discute diffusamente del modo di calcolare (in senso bayesiano) la probabilità dell’intersezione di questi due eventi. Ma com’è possibile, per due eventi che si escludono, che la probabilità che essi si verifichino congiuntamente sia non nulla? Come ulteriore esempio di oscurità del testo si segnala il seguente: “Dati due eventi, “liquidità” e “rischio”, diremo che una valutazione delle probabilità di questi eventi, da parte di un operatore economico, è razionale se un eventuale concorrente non può congegnare un sistema di scommesse aventi per quote (“premio di rischio” e “premio di liquidità”) queste probabilità, in modo da garantirsi un guadagno certo, qualunque cosa avvenga con gli eventi in gioco. (pag. 85)” Dunque, la probabilità assegnata da un individuo ad un evento può essere razionale o non razionale? Ed è razionale in relazione alle opportunità di arbitraggio? Qui siamo al di fuori di ogni teoria in circolazione nel mondo accademico, per quanto eterodossa o astrusa.

 

Il lavoro dal titolo “L’intermediazione Finanziaria Non Bancaria e gli Investimenti Trust: Aspetti Teorici e Problemi Normativi” ha carattere fondamentalmente descrittivo. Vengono evidenziate alcune caratteristiche del mercato finanziario italiano e alcuni aspetti della regolamentazione.

 

Il lavoro dal titolo “Processo di mercato ed equilibrio temporaneo marshalliano: una riesposizione”, discute la determinazione dell’equilibrio temporaneo di un’industria concorrenziale in un’economia costituita da una successione di periodi di tempo e definisce un modello dinamico di aggiustamento dei prezzi. La parte che definisce l’equilibrio temporaneo è molto confusa. A pagina 741 e 742 vengono definiti una serie di simboli ed equazioni senza precisare quali sono le variabili endogene e quali le variabili esogene. A pagina 742 si afferma che “la condizione per l’esistenza di un equilibrio di mercato relativamente al giorno (periodo) considerato è S0(p0) = D0(p0) " p0”, con evidente mistificazione del concetto di “condizione per l’esistenza”. Forse l’autore vorrebbe dire “per qualche” invece che “per ogni”? In realtà, la questione dell’esistenza dell’equilibrio non viene per nulla affrontata. Trattandosi di un equilibrio temporaneo con aspettative inelastiche. Invero, per ciascuna impresa, i, i prezzi attesi nei periodi successivi, (p1,..,pn), vengono trattati come grandezze note e costanti. La letteratura sull'equilibrio temporaneo ha

però messo in evidenza la possibile inesistenza di un equilibrio qualora le aspettative sui prezzi futuri dipendessero dal prezzo corrente. Successivamente l’autore propone un modello di aggiustamento o convergenza ad uno stato stazionario (o equilibrio?) che, egli afferma, ammette “scambi a prezzi non di equilibrio”. In realtà, poiché egli nel contempo assume che sia trascurata l’attività di speculazione e che i prezzi correnti e attesi siano uniformi, il meccanismo di aggiustamento è formalmente identico al tatonnement walrasiano ed il contributo dell’autore risulta, pertanto, privo di originalità. Quale elemento del modello ci indica un comportamento delle imprese sia diverso da quello che esse avrebbero se gli scambi fossero conclusi solo in equilibrio? L’autore sembra ignorare la vasta letteratura sul non-tatonnement. Il testo manca di una qualche forma di analisi rigorosa del modello e delle condizioni di convergenza. Si afferma, a pagina 751, che “Quando le condizioni della domanda e dell’offerta suscitano automaticamente le forze che spingono il prezzo verso l’equilibrio, lo stesso si qualifica come un “polo di attrazione” nel senso proprio di un equilibrio stabile”. L’autore ignora, dunque, che il fatto che le imprese alzino il prezzo in risposta ad un eccesso di domanda e lo abbassino in presenza di un eccesso di offerta non garantisce affatto la convergenza all’equilibrio stazionario. E’ sorprendente come l’autore tenda ad usare concetti, quali “scorte”, “mercati a termine”, “speculazione”, che non svolgono alcun ruolo effettivo nel modello in esame.

 

Per quanto riguarda la monografia Equilibri Economici Non Cooperativi e Teoria dei Giochi, debbo rilevare un nutrito numero di incoerenze, imprecisioni e lacune, al punto di renderne sconsigliabile la lettura a chi intenda affrontare tali argomenti. Nel seguito passo in rassegna alcuni esempi per motivare le mie affermazioni.

 

Nel capitolo I, definizioni 2.2-2.3, si parla di somma algebrica dei “risultati”, senza aver chiarito il significato del termine “risultato”. Non si comprende perché gli autori non comincino la trattazione con la descrizione degli elementi strutturali che definiscono un gioco in forma normale (o strategica), come in ogni buon manuale di teoria dei giochi. E non chiariscano da subito il significato di termini come strategia e pagamento. Nello stesso capitolo, sezione 3, la descrizione di un gioco in forma estesa (pagine 20-21) è alquanto carente. Non senza mistero, laddove si afferma che “..il numero di mosse che ne risulta allora è minore di quello delle mosse possibili con decisioni volta per volta nel gioco in forma estesa...'' In verità, lo spazio delle strategie della (rappresentazione in) forma strategica di un gioco in forma estesa è isomorfo a quello dell’originale forma estesa, poiché la tradizionale nozione di strategia in un gioco in forma estesa è quella di piano contingente. Quanto asserito dagli autori andrebbe, in realtà, riferito alla forma strategica ridotta di un gioco in forma estesa. La povera trattazione della forma estesa è incomprensibile, visto che gli autori avranno modo di esaminare giochi ripetuti, che altro non sono che particolari casi di giochi in forma estesa. Nel capitolo I, sezione 6, vi è confusione tra informazione incompleta ed informazione imperfetta. I termini hanno significati ben distinti nella letteratura. Ad esempio, a pagina 31 si afferma “..completa (o perfetta) informazione..”. E’ noto, viceversa, che si ha informazione perfetta, in un gioco in forma estesa, se ogni insieme informativo è banale. Nel contesto di giochi a stadi multipli, come ad esempio i giochi ripetuti, si parla di informazione perfetta se ad ogni stadio ciascun giocatore conosce tutte la storia precedente del gioco. L'informazione incompleta, invece, riguarda i fondamentali di un gioco.

 

Nel capitolo II, sezione 2, pur non avendo gli autori dato una definizione sistematica di gioco in forma estesa, essi introducono la nozione di gioco ripetuto. Neppure viene menzionato il fatto che il gioco ripetuto appartiene alla classe più ampia dei giochi in forma estesa. Viene invece prestata discutibilmente attenzione alla distinzione tra i casi di dipendenza ed indipendenza strutturale dal tempo. Il supergioco con dipendenza dal tempo di tipo strutturale è semplicemente un gioco in forma estesa, del quale viene data un pessima definizione. Il supergioco indipendente dal tempo è semplicemente un gioco in cui i payoffs associati ad un particolare periodo di tempo dipendono solo dalle azioni di quel periodo (cf., ad esempio, Friedman (1986), a cui gli autori sembrano essersi ispirati). La particolare proprietà che gli autori vogliono mettere in evidenza è che un qualche gioco in forma strategica possa essere estrapolato dal supergioco in ogni periodo. Si noti l'affermazione “..i pagamenti del periodo t dipendono non solo dalle strategie del periodo corrente stesso, ma anche da quelle di t-1 e di altri periodi precedenti, per motivi totalmente estranei ai comportamenti dei concorrenti e solo conseguenti alla caratteristiche (strutturali appunto) del sistema e delle regole del gioco”. Come deve essere interpretata? Sono strategie o sono azioni? La distinzione tra supergioco indipendente dal tempo e  supergioco con dipendenza dal tempo di tipo comportamentale o strategico è fuori luogo, poiché tale distinzione riguarda più gli equilibri che la struttura del gioco.

 

Non si comprende il senso e l'ordine del capitolo III, né si colgono le ragioni per cui gli autori rappresentano un'economia competitiva prima come gioco generalizzato e poi come pseudo-gioco, essendo sostanzialmente la stessa cosa! L'introduzione del banditore come giocatore e la rappresentazione di un'economia competitiva come gioco ha il solo scopo, nella letteratura, di mostrare l'esistenza di un equilibrio competitivo. Costituisce, pertanto, un approccio strumentale al problema dell'esistenza, non al modo in cui i prezzi si determinano, aderendo, sotto questo profilo, alla tradizione neo-walrasiana. Il gioco (strategico) di mercato è, esso sì, un approccio alternativo a quello competitivo, alla determinazione dei prezzi. Gli autori, accomunando le due cose, confondono piani distinti di analisi. Anche la sezione 2 di questo medesimo capitolo manca di ordine e contiene errori e imperfezioni. (1) A pag. 67 gli autori, descrivendo l’economia walrasiana, impongono che siano soddisfatti i vincoli di bilancio prima ancora di definire il problema di scelta dei consumatori e definiscono un equilibrio in termini di un presso p* come l’uguaglianza tra domanda x* e offerta w senza specificare che x* dipende da p*. (2) Frasi come la seguente sono di cattivo aiuto al lettore (pagina 68): “E ben noto che, con tali assunti, il modello ammette soluzioni di equilibrio che conseguono (sic) al problema di massimo del consumatore i ... così formulato [...].” (2) Gli assunti degli autori (pagina 67) non garantiscono l'esistenza dell'equilibrio competitivo, a causa del noto problema del reddito di sussistenza. (3) La Legge di Walras a pagina 68 è errata e, poi, in che senso “.. ne consegue ..”? (4) Le ragioni per cui viene introdotta dagli autori la nozione di economia astratta rimangono incomprensibili. Non vedo la differenza tra la sezione 3 e quella precedente. Che differenza c’è tra un gioco generalizzato ed uno pseudogioco? La definizione di S(0), a pagina 77, è senza senso: che un e>0 esista deve essere mostrato, non può essere assunto! Contrariamente a quanto affermato, S(i) non è per nulla convesso, cosa che si evince da una semplice analisi grafica.

 

La sezione 4 del capitolo IV esordisce con una frase misteriosa: “..diversi studi hanno mostrato che le soluzioni non cooperative, in tale contesto [nel contesto dell'equilibrio

economico generale], sono anche correlate all'esistenza di economie monetarie.” Nella prima parte, viene descritta una presunta economia competitiva con moneta-merce. In verità, non vi è nessuna moneta-merce e nessun vincolo di liquidità, come invece dichiarato dagli autori al fondo di pagina 84. Altrimenti, ogni economia competitiva presenterebbe  un qualche vincolo di liquidità. Vi è, al più, una merce-numerario. Nella sezione 3.1 dello stesso capitolo, la dimostrazione dell'esistenza di un equilibrio di Cournot (Teorema 3.1.1), secondo gli autori, “si può dedurre dalle seguenti considerazioni grafiche, basate sui risultati della teoria neoclassica dell'impresa.” La mancanza di rigore è sorprendente. Più avanti, viene asserito che tale equilibrio deriverebbe dal teorema di esistenza di un equilibrio di Nash (Teorema 5.2). La tesi è discutibile e, in verità, la letteratura ha spesso seguito una strada diversa per la dimostrazione dell'esistenza di un equilibrio di Cournot. Riguardo all'unicità dell'equilibrio, è noto che anche imprese identiche possono dar luogo ad un equilibrio di Cournot non simmetrico. La letteratura tradizionale, piuttosto, ha mostrato le condizioni per l'esistenza di almeno un equilibrio simmetrico in un gioco simmetrico. L'unicità si ottiene sotto condizioni di complementarità/sostuibilità strategica, nozioni riconducibili nell'ambito della letteratura sui giochi super-modulari. Nella sezione 3.3 dello stesso capitolo viene considerato un oligopolio differenziato con competizione sui prezzi, dagli autori denominato di Bertrand-Edgeworth (ove i beni possono non essere sostituti perfetti). Ciascuna impresa i determina il proprio prezzo in modo da massimizzare i profitti, sotto ipotesi di costi unitari nulli. Gli autori riferiscono un presunto risultato di unicità dell'equilibrio con prezzo nullo (uguale al costo marginale). Ciò è chiaramente falso, come mostra il seguente contro-esempio. Nel caso di duopolio, sia x(i)(p(1),p(2)) = max{1-p(i),0}. p*(i)= ½ è invero un equilibrio di Nash simmetrico del gioco con prezzi strettamente positivi. Inoltre, il presunto equilibrio con prezzo nullo non è per niente sostenibile in questo gioco, contraddicendo quanto asserito dagli autori. La domanda postulata nell'esempio non può essere esclusa, visto che gli autori ragionano in termini di elasticità finite della domanda. Infine, cosa distingue la sezione IV.3.3 dalla sezione V.2? Non sono i problemi per l'impresa considerati, rispettivamente, a pagina 108 e a pagina 118 lo stesso identico problema, tranne che per i costi non nulli nel secondo caso? E com'è allora che lo stesso gioco determina equilibri qualitativamente così distinti?

 

Il contenuto del capitolo VI (sezione 2) non ha alcun chiaro significato o utilità. Gli autori usano nozioni fuori di contesto e senza davvero averle comprese. Viene impiegata la rappresentazione di Debreu di un'economia walrasiana in termini di gioco sociale esteso per studiare quanto segue: una sequenza infinita di economie statiche rappresentate come gioco ripetuto con azioni contingenti soltanto al tempo! Economie, si badi, isolate, senza possibilità di trasferire ricchezza tra un periodo

e l'altro. E’ evidente che tale costruzione non può altro che dare come risultato una sequenza di equilibri walrasiani, uno isolatamente per ogni economia che viene descritta nella sequenza. Il risultato di questa analisi è banale e privo di interesse.

 

Il saggio Inflazione, razionalità limitata e giochi di mercato: Un modello di decisioni, suscita notevoli perplessità. Gli autori identificano la razionalità limitata con una semplificazione della descrizione del sistema economico. In sostanza, si tratterebbe di razionalità limitata in quanto vengono considerati soltanto tre stati del mondo e due attività finanziarie. In ciò, e soltanto in ciò, si configurerebbe, secondo gli autori, un equilibrio approssimativamente ottimale. Eppure gli autori non possono non tacere (pagina 17, penultimo paragrafo) che, “nonostante i limiti imposti alla razionalità dei soggetti, si può notare che nell'esperimento proposto è ancora presente il contesto base di alternative nella scelta dei beni (due), stati del mondo (tre) e risultati per ogni alternativa in ogni stato del mondo.” Ben altro, è superfluo rimarcare, è il significato della razionalità limitata nella letteratura. La prima parte del saggio descrive il modello. A parte il discutibile riferimento alla razionalità limitata, la precedente introduzione suggerisce al lettore che l'oggetto del saggio sia un qualche “gioco di mercato”. Ciononostante, non viene chiarito il meccanismo di formazione dei prezzi. Neanche la discussione a pagina 18 consente di capire, essendo le argomentazioni degli autori confuse e discutibili. Il lettore è cosi’ condotto ad un teorema di esistenza di un equilibrio di un gioco mai descritto. Per di più, interpretando letteralmente quanto scritto dagli autori, sembrerebbe quasi che essi intendano per equilibrio semplicemente la collezione di scelte di investimento, a prezzi dati, di tutti gli individui. La descrizione del presunto gioco di mercato è incomprensibile. Gli autori distinguono tra una generazione di vecchi ed una generazione di giovani. I vecchi sarebbero soggetti ad incertezza estrinseca, nel senso che essi formulano piani contingenti allo stato del mondo soggetti a vincoli finanziari contingenti agli stessi stati del mondo. La cosa è degna di nota poiché ciò rende l'incertezza estrinseca assolutamente irrilevante. Prova ne è che il problema di investimento della generazione dei vecchi ed il problema di investimento della generazione dei giovani sono, nella sostanza, lo stesso identico problema: il primo nella sua versione ex ante, il secondo nella sua versione ex post. Se un vecchio ed un giovane disponessero di identiche quantità di moneta e identiche funzioni di rendimento, avrebbero identici piani di investimento! Ciò che distingue un vecchio da un giovane sono al più i fondamentali, e non l'incertezza estrinseca, includendo tra i fondamentali anche le quantità di moneta, che non è dato capire come si determino. In sostanza, la struttura logica considerata dagli autori è la seguente: ciascun investitore osserva lo stato di natura ed investe nelle due attività; i vecchi, tuttavia, devono formulare il loro piano di investimento ex ante, pur condizionando il loro portafoglio allo stato di natura. Si noti, inoltre, il trattamento del saggio di inflazione, dagli autori definito come (pagina 15) “il tasso di variazione dei prezzi individualmente atteso da ciascun soggetto h nello stato di natura i”. Quali prezzi? Qui non è ancora dato capire. Il saggio di inflazione è, per ora, soltanto una variabile rispetto alla quale le scelte di investimento degli individui sono misurabili, con nessun'altra conseguenza né in termini di vincoli finanziari né in termini di rendimenti attesi. Per di più, una variabile irrilevante, poiché le scelte di investimento sono già misurabili rispetto allo stato di natura i. Ma se la parte prima del saggio è incomprensibile, la parte seconda è  ancora più oscura. Poco comprensibilmente, gli autori formulano ipotesi sulla dipendenza dei piani di investimento dal saggio di inflazione. Ovvero, ciò che prima era una strategia (dunque, una variabile decisionale) diviene ora una variabile esogenamente determinata dal saggio di inflazione. Nella sezione 6, diviene chiaro qual’è il saggio di inflazione di cui gli autori parlano: il saggio di crescita dei prezzi delle due attività, rispetto ad un livello precedente dato `p. Quest'ultimo non ha altre conseguenze dirette in termini di utilità o di rendimenti. Non si comprende come i saggi di inflazione possano essere soggettivi se i prezzi sono quelli di un qualche equilibrio. Non è dato capire se i prezzi siano o meno contingenti agli stati di natura. Non è dato capire come gli autori si aspettino di determinare un equilibrio essendo il prezzo relativo arbitrariamente fissato da`p. Non comprendendosi quale sia il meccanismo di formazione dei prezzi, p, nel gioco, non è dato essere più precisi sul tema dell'esistenza dell'equilibrio.

 

In conseguenza delle precedenti considerazioni, si evince che il candidato non ha le caratteristiche per ricoprire il ruolo di professore di prima fascia.

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Giudizio del  Prof. Fabio DEL PRETE

Il candidato Nicola Mattoscio è Professore Associato di Economa Politica, ed è in carriera dal 1977. Ha conseguito progressivamente una formazione professionale vasta e approfondita, conseguita anche all’estero in particolare su aspetti tecnicamente impegnativi della modellistica economica. Ha sempre partecipato a seminari internazionali in sedi qualificate.

È stato promotore, nel settembre 2001, insieme ad altri colleghi, della istituzione della Facoltà di Scienze Manageriali nell'Università "G. D'Annunzio" Facoltà di Scienze Manageriali, prima in Italia, e, conseguentemente, è divenuto membro del Comitato ordinatore.

È stato parte diligente nella istituzione e attivazione del corso di laurea in Economia e Management; di vari Master di primo livello nonché del dottorato di ricerca (anche come componente il corpo docente) in Management dell'Innovazione.

Nella nuova Facoltà di Scienze Manageriali, anche per la scarsa disponibilità di risorse in una Facoltà di nuova istituzione, ricopre e svolge con dedizione un numero impressionante di incarichi di insegnamento. Ha svolto ininterrottamente, con diversi profili giuridici, attività didattica dall'a.a. 1976-77 all'a.a. 2000-01 presso la Facoltà di Economia di Pescara, con continuativi incarichi didattici nella cattedra di Economia Politica (corsi di Micro e di Macro) nonché nelle discipline di Economia Monetaria e Creditizia, Economia e Politica Agraria ed Economia dei Paesi e delle Regioni in via di Sviluppo. Ha impartito Corsi di lezioni in discipline fondamentali del raggruppamento disciplinare anche nelle Università di Firenze e di Teramo.

Il candidato Mattoscio è, inoltre, presente nella vita civile della sua regione nei campi della sua specifica competenza, e ricopre funzioni direttive in svariate iniziative editoriali.

L’attività di ricerca è altrettanto vasta e si è estrinsecata in numerosissime pubblicazioni e in seminari sia nella sede istituzionale che in altre sedi universitarie italiane e in altre rilevanti istituzioni universitarie estere. Essa riguarda soprattutto due filoni principali: nell'ambito della Teoria economica generale, sui temi della domanda di moneta, domanda effettiva, intermediazione finanziaria, saggio di interesse, equilibrio, processo di mercato, incertezza, utilitarismo; nell'ambito dell'Economia applicata, con l'elaborazione e lo sviluppo applicativo di un modello di pianificazione locale e con studi interpretativi e descrittivi di problematiche economiche regionali, sub-regionali e settoriali (mercato del lavoro, struttura industriale, settore agricolo, esportazioni).

Presenta 38 lavori a stampa prodotti con continuità e piena congruenza con la disciplina oggetto della presente valutazione comparativa. Di questi 6 sono in collaborazione; almeno 8 sono costituiti da articoli su riviste scientifiche italiane di notoria rilevanza; il candidato Mattoscio ha curato almeno 3 volumi di studi collettanei.

In ragione, quindi, della lunga attività didattica svolta con piena dedizione, della continua opera di ricerca originale e innovativa, realizzata con rigore metodologico, nonché dell’impegno fattivo di organizzazione, ritengo che il candidato Mattoscio occupi una posizione di tutto rilievo nella presente procedura di valutazione.

 

Giudizio del  Prof.   Michele BAGELLA

 

Il candidato presenta nel complesso 38 pubblicazioni.

10 lavori pubblicati su riviste italiane note e vari altri articoli e monografie, tra cui un libro di testo pubblicato in collaborazione.

Utilizzando il criterio di Econlit che è comunemente impiegato dalla comunità scientifica  il candidato ha 6 lavori segnalati.

I lavori del candidato si riferiscono ad ambiti classici dell’economia politica come quelli della domanda di moneta, della intermediazione, dell’equilibrio, dell’incertezza. Ultimamente si è occupato di economia del territorio.

La sua produzione scientifica più recente pur non fondandosi su modellizzazioni sofisticate, mette in luce la sua capacità di utilizzo dei principi teorici  per spiegare le dinamiche e le problematiche dell’economia locale, nonché  il suo interesse per l’approfondimento dei presupposti etico-sociali della attività economica.

Considerando complessivamente la sua attività didattica e scientifica, nonché l’impegno profuso per la diffusione della cultura economica, la valutazione è positiva ai fini del presente giudizio comparativo.

 

Giudizio del  Prof.   Mauro GALLEGATI

La produzione scientifica del candidato si incentra su temi keynesiani, di economia regionale e, ultimamente, dei rapporti di etica e finanza. Mentre sul primo aspetto la produzione appare, a volte, analiticamente un poco disinvolta, maggior rigore ed originalità traspare dall’analisi empiica. Segnalerei, in particolare, i lavori applicati della seconda metà degli anni Novanta. La produzione, nel complesso, è discontinua mentre notevole appare il contributo didattico svolto in diverse università (Chieti, Firenze e Teramo) e di rilevanza le capacità organizzative che, a mio parere, aiuteranno certo la crescita della Facoltà che ha bandito la valutazione comparativa. Nel complesso il mio giudizio è buono.

 

Candidata   STIRATI Antonella

 

Giudizio del Prof. Giuseppe CALZONI

Il tema di ricerca sviluppato nel tempo con continuità dalla candidata in libri e saggi pubblicati sia in Italia che all'estero, è l'analisi del mercato del lavoro. 

Esso si sviluppa lungo due filoni principali: uno, teorico, prevalentemente orientato alla storia del pensiero economico, riguardante salario e mercato del lavoro nell'economia classica, ed uno, applicato, con riferimento in particolare ai temi dell'occupazione femminile.

I lavori denotano accuratezza di analisi, scorrevolezza e buona organicità di trattazione, adeguata coerenza logica e  interesse delle conclusioni raggiunte.

La candidata dimostra in sostanza di possedere un livello di maturità scientifica discreto.

 

Giudizio del  Prof.   Prof. Pietro REICHLIN    

 

La candidata ha 11 citazioni EconLit, 7 pubblicazioni su riviste scientifiche comprese nella banca dati EconLit, nessuna pubblicazione su riviste scientifiche classificate tra le prime 159 (in base all’indice SSCI). La candidata ha prodotto 2 monografie e ha svolto un’intensa attività didattica. Il curriculum di studi include un dottorato conseguito presso l’Università di Roma La Sapienza.

 

Giudizio sulla produzione scientifica.

La produzione scientifica della candidata si concentra essenzialmente su due aspetti: la visione della determinazione del salario e dell’occupazione secondo la teoria economica classica (il “fondo salari”) e la relazione tra occupazione e progresso tecnologico. Il primo aspetto è stato esplorato dalla candidata con una monografia (Salario e Mercato del Lavoro nell’Economia Classica) e in diversi altri saggi e contributi. Il taglio di questi studi è inquadrabile in un ambito disciplinare non attinente al concorso in oggetto, cioè nell’ambito della storia del pensiero economico. Per quanto riguarda il secondo aspetto, la candidata ha contribuito con alcuni saggi, tra cui si segnala un articolo sulla Review of Political Economy (Technical Change, Effective Demand and Employment). L’articolo ha, tuttavia, l’obiettivo di svolgere un’analisi critica delle diverse teorie economiche (marginalista, keynesiana, shumpeteriana e classica) in merito alla relazione tra occupazione e progresso tecnologico, senza offrire un contributo originale né sotto l’aspetto teorico, né sotto quello empirico. Un contributo del tutto simile al precedente appare su un volume collettaneo con il titolo Is Technical Change the Cause of Unemployment? Questi due lavori sono scritti in collaborazione con Cesaratto e Serrano. Sul medesimo tema si segnala un articolo su Studi Economici (The Economic Consequences of Innovations in Italian Manufacturing Firms: Theory and Esplorative Results from the Community Innovation Survey) che presenta un’analisi empirica basata su “panel data”. Sono presenti, infine, alcuni lavori descrittivi sulla situazione del mercato del lavoro femminile e del dottorato di ricerca. Il giudizio complessivo sulla candidata è discreto.     

 

 

Giudizio del  Prof. Fabio DEL PRETE

La candidata Stirati presenta una relativamente ampia produzione, anche monografica, talvolta replicata in più sedi editoriali, prevalentemente riguardante il mondo del lavoro, con particolare predilezione per i problemi del lavoro femminile, e con impostazione prevalentemente descrittiva e che parte spesso da angolazioni non perfettamente congruenti con la disciplina relativa alla presenta valutazione comparativa.

Non posso non rilevare una qualche discontinuità nella produzione e sottolineare che essa è, in grande misura, monotematica sul mercato del lavoro, analizzato spesso sotto il profilo della storia del pensiero. Pertanto, ritenendo troppo limitato il campo di indagine affrontato (non del tutto ricompreso nel campo disciplinare oggetto della presente valutazione comparativa) e non pienamente completo lo strumentario analitico impiegato, il mio giudizio sulla candidata Stirati non può essere pienamente positivo in relazione alla presente valutazione comparativa.

 

Giudizio del  Prof.   Michele BAGELLA

 

La candidata presenta nel complesso 22 pubblicazioni e 3 recensioni

3 lavori pubblicati su riviste in lingua inglese di storia del pensiero economico, 4 lavori pubblicati su rivista italiane note e vari altri articoli e monografie.

Utilizzando il criterio di Econlit la candidata ha 11 lavori segnalati.

La sua produzione scientifica complessiva è di 34 pubblicazioni,  di cui buona parte

dedicata ad ambiti dell’economia del lavoro,  con riferimento sia alla teoria classica del salario sia al lavoro femminile. Per quanto  apprezzabile,  essa appare da un lato più afferente alla  storia del pensiero economico, e dall’altro  di carattere prevalentemente descrittivo.

Come tale fa propendere per un giudizio di attesa.

 

 

Giudizio del  Prof.   Mauro GALLEGATI

La produzione scientifica della candidata si concentra sulla visione della determinazione del salario e dell’occupazione secondo e la relazione tra occupazione e progresso tecnologico. Al primo tema la candidata dedica una monografia e diversi saggi e contributi. Il taglio è di storia del pensiero economico. Sul secondo aspetto meritevole di attenzione è il lavoro Technical Change, Effective Demand and Employment. Interessanti i lavori sul dottorato di ricerca e sul mercato del lavoro femminile. L’originalità dei contributi è buona, ma la ricerca appare troppo incentrata su di un settore disciplinare diverso da quello del presente concorso. Il giudizio complessivo sulla candidata, pur se decisamente positivo, non può non risentire di quest’ultimo elemento.     

 

 

 

La Commissione quindi procede alla formulazione dei giudizi collegiali. Per ciascun candidato si perviene alla formulazione di un giudizio collegiale sintetico e conclusivo, che si riporta di seguito.

 

 

 

 

 

GIUDIZI  COLLEGIALI

 

 

Candidato BECCHETTI Leonardo

La Commissione ha riconosciuto nelle pubblicazioni del candidato conoscenza approfondita della teoria economica, notevole competenza, originalità e caratteri innovativi di pensiero, rigore metodologico  e ottima padronanza degli strumenti di analisi.

La Commissione ha inoltre particolarmente apprezzato la lunga e intensa attività didattica del candidato e l’opera di coordinamento svolta in varie ricerche.

 

 

Candidato BLOISE Gaetano Osvaldo

La Commissione ha riconosciuto nella produzione scientifica del candidato, pur non molto vasta, varietà di interessi, competenza ed originalità, buon rigore metodologico e notevole padronanza degli strumenti di analisi matematica.

Apprezzati il prestigio internazionale delle riviste nelle quali sono stati pubblicati i lavori, e l’intensa attività didattica del candidato.

 

Candidato:  FELLI Ernesto

La Commissione ha riconosciuto nella produzione scientifica del candidato buona preparazione teorica, adeguate sistematicità, scrupolo, e competenza, uso di strumentazione analitica sufficientemente aggiornata.

Buona la continuità dell’attività didattica svolta dal candidato.

 

Candidato: MATTOSCIO Nicola

 I Commissari Calzoni, Del Prete, Bagella e Gallegati hanno riconosciuto nell’ampia produzione scientifica del candidato ampia conoscenza delle teorie economiche, sufficiente rigore metodologico e capacità di utilizzo dei principi teorici per spiegare le dinamiche e le problematiche dell’economia locale.

Particolarmente apprezzata la lunga attività didattica e l’impegno fattivo del candidato nel campo organizzativo dell’attività accademica.

A giudizio del Commissario Reichlin la produzione scientifica del candidato è del tutto inadeguata ai fini della presente valutazione comparativa. Le motivazioni sono espresse nel giudizio individuale contenuto nel presente verbale.  Il Commissario Reichlin ritiene che il candidato non abbia le caratteristiche per ricoprire il ruolo di professore di prima fascia. 

 

 

Candidato: STIRATI Antonella

I lavori scientifici presentati della candidata, troppo incentrati a giudizio della Commissione su un settore disciplinare diverso da quello del presente giudizio di valutazione comparativa, denotano accuratezza di analisi e buona originalità dei contributi

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

La seduta è tolta alle ore 15,00 e si riconvoca per il giorno stesso 22 settembre alle ore 16,00.

 

        Letto, approvato e sottoscritto seduta stante.

 

 

La Commissione:

 

Prof. Giuseppe Calzoni Presidente___________________________

 

Prof. Pietro Reichlin Segretario___________________________

 

Prof. Michele Bagella membro________________________________    

 

Prof. Fabio Del Prete membro ________________________________

 

Prof. Mauro Gallegati membro ________________________________